cronaca

A 90 anni torna a Sortino per raccontare il sogno di Santa Sofia: la storia di Serafina Barbarino

È tornata a Sortino dopo ottantacinque anni per raccontare un episodio che ha segnato profondamente la sua vita e quella della sua famiglia. Protagonista è Serafina Barbarino, novantenne originaria di Augusta, che oggi ha condiviso durante la Messa domenicale nella Parrocchia di Santa Sofia un ricordo legato agli anni della guerra.

A invitarla è stato Padre Marco Pandolfo, dopo che la stessa Signora Barbarino, accompagnata da Luciana Anglana e Giuseppe Risuglua, vecchi conoscenti augustani, lo aveva contattato manifestando il desiderio di tornare nei luoghi della sua infanzia per testimoniare quanto accaduto.

All’epoca dei fatti, Serafina aveva appena cinque anni. Nel 1943, in piena Seconda Guerra Mondiale, durante i pesanti bombardamenti su Augusta da parte degli americani, la sua famiglia, come tante altre che abitavano sulla costa, si trasferì a Sortino in cerca di sicurezza. In quei giorni difficili, il fratellino più piccolo era gravemente malato, anche se i genitori cercavano di non farle comprendere la situazione.

Una notte, la bambina fece un sogno destinato a restare impresso nella sua memoria per tutta la vita. Racconta di aver visto la propria casa improvvisamente illuminata da una luce intensa e di aver incontrato una figura femminile, una “bella signora”, che si avvicinò al lettino del fratellino per poi scomparire. Il mattino seguente, raccontò tutto alla madre, che le disse si trattava di Santa Sofia, la Patrona del paese che li ospitava.

Da quel momento, secondo il racconto di Serafina, le condizioni del bambino migliorarono: riprese a mangiare e a bere, fino a vivere ancora a lungo, morendo ottantanni dopo .

Oggi, dopo una vita trascorsa a Genova, Serafina Barbarino non ha mai dimenticato quei giorni segnati dalla guerra e, soprattutto, quella notte che ha rappresentato un momento decisivo per la sua famiglia. Il suo ritorno a Sortino, nella Chiesa dedicata alla Patrona di Sortino è stato carico di emozione, tra memoria, fede e gratitudine.

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