“Stefio dimettiti o verrai colpito, o colpiremo la tua famiglia». È questo il contenuto della lettera minatoria, accompagnata da un proiettile, recapitata nella giornata di ieri al sindaco di Carlentini, Giuseppe Stefio.
Il primo cittadino ha convocato una conferenza stampa per fare il punto sulla vicenda e ribadire la propria posizione. «Io sono un personaggio pubblico – ha dichiarato Stefio – ma toccare la famiglia non sta né in cielo né in terra». Il sindaco ha poi sottolineato come Carlentini resti una comunità sana, estranea a logiche di violenza e intimidazione: «Solo la mia comunità può chiedermi di rimettere il mandato. L’azione politica a Carlentini, sia di maggioranza che di minoranza, non è contaminata da questi fattori».
Stefio ha inoltre respinto l’idea di una città segnata da tensioni criminali, definendo Carlentini «un’isola felice dal punto di vista politico». Un passaggio è stato dedicato anche al clima del dibattito pubblico, con un appello all’uso responsabile dei social network: «Utilizziamo i social in modo congruo, senza violenza verbale. Di questa, troppo spesso, fanno le spese le fasce più deboli della popolazione. Per questo ho chiesto di moderare i termini».
Infine, il sindaco ha confermato che sull’episodio saranno avviate le opportune valutazioni con la magistratura, ribadendo però un concetto fermo: «A Carlentini ci sarà spazio solo per la legalità».




