L’Etna torna a far parlare di sé con un’intensificazione dell’attività vulcanica iniziata ieri pomeriggio, che ha portato all’apertura di una terza bocca eruttiva lungo la nuova fessurazione del cratere di Sud-Est. Si tratta di un segnale chiaro di evoluzione dei fenomeni in atto e di possibili nuovi scenari che richiedono un’attenta valutazione sul piano della sicurezza e della gestione del rischio.
Lo conferma Salvo Cocina, responsabile regionale della Protezione Civile Sicilia, che è in costante contatto con il neo-direttore del Dipartimento Vulcani dell’INGV, Stefano Branca, per seguire l’evoluzione della situazione. “La nuova fessurazione e l’apertura della terza bocca eruttiva rappresentano un cambiamento significativo del quadro vulcanico. Anche se al momento non si registrano criticità gravi, è necessario valutare misure precauzionali per mitigare i rischi per coloro che si recano sul vulcano per ammirare lo spettacolo naturale”, dichiara Cocina.
Tra le misure allo studio, in vista dell’impraticabilità della via meridionale – troppo vicina all’area attiva del cratere di Sud-Est – emerge l’ipotesi di un ripristino urgente della pista nord che conduce verso Punta Lucia e Pizzi Deneri. Questo tracciato, interrotto in quattro tratti dalle eruzioni del 2004, potrebbe tornare ad essere una via strategica sia di accesso controllato che di fuga in caso di emergenza. “Il ripristino della pista nord non è solo auspicabile, ma necessario per garantire la sicurezza di escursionisti, operatori e tecnici in caso di peggioramento del quadro eruttivo”, afferma Cocina, sottolineando come la questione sarà oggetto dell’incontro operativo previsto per oggi.
L’INGV continua il monitoraggio costante dei parametri vulcanici per tracciare in tempo reale l’andamento dell’attività. L’evoluzione potrebbe portare a decisioni rapide sulle modalità di accesso, sulle aree interdette e sulle misure da adottare per proteggere chi frequenta la zona. Intanto, la Protezione Civile regionale resta in allerta e prepara un piano d’intervento modulato sullo sviluppo degli eventi. L’obiettivo primario: prevenzione e sicurezza, senza rinunciare alla possibilità di fruire, in condizioni controllate, del fascino unico dell’Etna in attività.




