cultura

“Traditi”: Ingroia racconta a Sortino i giorni della lotta alla mafia

Antonio Ingroia, ex magistrato palermitano e oggi avvocato, per anni alla DDA e collaboratore di Paolo Borsellino, e Claudio Fava, giornalista, scrittore e politico, da sempre impegnato nella denuncia delle mafie e figlio del cronista ucciso Giuseppe Fava, hanno dialogato, assieme al Sindaco di Sortino Vincenzo Parlato ed all’Assessore alla cultura Dionisio Mollica, attorno al nuovo libro “Traditi” in un incontro intenso e civile. Una conversazione che ha intrecciato memoria personale, storia nazionale e il peso dei tradimenti che ancora condizionano la ricerca della verità sulle stragi del 1992.

Ingroia ha spiegato che questo libro nasce da una esigenza intima: attraversare la propria anima e fare un bilancio umano ed esistenziale. Un numero lo ha guidato, il 33: gli anni trascorsi da Capaci e Via D’Amelio e la sua età di allora. Da quel punto fermo sono nate due domande che continuano a bruciare: perché sono morti Falcone e Borsellino, e se l’Italia di oggi abbia davvero fatto tesoro della loro eredità morale. La risposta implicita del titolo, Traditi, indica la direzione del racconto: tradimenti in vita e dopo la morte, depistaggi che ancora pesano come ombre e che segnano una vicenda collettiva prima ancora che giudiziaria.

L’ex magistrato ha ricordato come la verità non sia un compito esclusivo dei tribunali ma una conquista di tutti, spesso difficile da raggiungere e talvolta ostacolata. Anche la sua scelta di lasciare la toga per la professione di avvocato si inserisce in questo percorso di riflessione, un cambio di prospettiva maturato nel tempo. Il libro, ha insistito, deve lasciarci la capacità di vigilare, perché la memoria non sia un rito ma un impegno civico. Un invito a non distogliere lo sguardo, a non rassegnarsi ai silenzi e ai vuoti lasciati irrisolti dalla storia.

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