L’acqua come bene essenziale e la richiesta di un costo più sostenibile per i cittadini. È questo il tema di una petizione promossa in provincia di Siracusa, da AVS-Sinistra Italiana che chiede al gestore del servizio idrico integrato l’introduzione di un tetto massimo sulle bollette.
«L’acqua è un bene essenziale per la vita umana, non un lusso accessibile solo a pochi privilegiati», si legge nell’appello, che considera la questione di «rilevanza fondamentale» per famiglie, lavoratori e attività produttive della provincia.
Il documento pone l’attenzione sull’aumento delle spese per il servizio idrico e sulle conseguenze per le fasce economicamente più fragili. In particolare vengono citati anziani e nuclei con redditi più bassi, per i quali il costo delle utenze può incidere in maniera significativa sul bilancio mensile.
Nel testo viene richiamato anche il rapporto Istat del 2022 sulla povertà energetica e viene sostenuto che, rispetto a quella situazione, «oggi la situazione è ulteriormente peggiorata», con particolare riferimento al territorio siracusano.
La petizione solleva inoltre interrogativi sui costi di gestione del servizio, definiti «non trasparenti», e sulle politiche tariffarie che, secondo quanto riportato nell’appello, sembrerebbero privilegiare il profitto rispetto al «benessere comune».
La richiesta al gestore è quindi precisa: «Implementare un tetto massimo sulle bollette idriche, garantendo costi più equi e accessibili per tutti».
La misura, secondo il documento, avrebbe anche l’obiettivo di promuovere un uso responsabile della risorsa. «Un approccio più equo alle politiche di prezzo favorireb




