cronaca

Cinghiali fuori controllo nella Valle dell’Anapo: campagne devastate e riserva di Pantalica sempre più a rischio


Cinghiali fuori controllo nella Valle dell’Anapo: campagne devastate e riserva di Pantalica sempre più a rischio
Muri a secco abbattuti, terreni devastati, recinzioni distrutte e campagne ormai continuamente invase dai cinghiali. La situazione nella Valle dell’Anapo e nell’area di Pantalica continua a peggiorare, mentre cresce la preoccupazione tra agricoltori, residenti e operatori turistici.
Le immagini che arrivano dalle campagne del Siracusano mostrano danni sempre più evidenti: i branchi di cinghiali riescono ormai a sfondare muri di cinta e protezioni realizzate per difendere agrumeti, terreni agricoli e proprietà private. Una presenza sempre più aggressiva che sta trasformando l’emergenza fauna selvatica in un problema di sicurezza pubblica. I turisti vengono sempre avvertiti a messi in allerta del pericolo.
Negli ultimi anni la Regione Siciliana ha ampliato le possibilità di intervento attraverso il PRIU, il Piano Regionale degli Interventi Urgenti, e con i nuovi piani straordinari di contenimento che consentono abbattimenti selettivi durante tutto l’anno tramite operatori autorizzati e coadiutori appositamente formati. Data la massiccia sovrappopolazione nell’isola,sono stati abilitati oltre 570 cacciatori come “coadiutori al controllo numerico” per gli abbattimenti di selezione, con l’obiettivo di tutelare gli agricoltori. A livello provinciale, i contingenti abilitati si distribuiscono tra le varie sedi, comprese le 29 unità presenti in provincia di Siracusa.
Ma il nodo vero resta quello organizzativo e logistico. Già nel 2025 era stata individuata una possibile soluzione concreta: utilizzare il vecchio macello comunale di Palazzolo Acreide come punto operativo per la gestione dell’emergenza cinghiali nell’area di Pantalica e della Valle dell’Anapo.
L’idea nasceva da un confronto tra Comune di Palazzolo, Forestale, Asp e Dipartimento regionale dello Sviluppo rurale, con l’obiettivo di creare una filiera operativa capace di affrontare anche il delicato tema dello smaltimento delle carcasse degli animali abbattuti.
Uno degli aspetti più complessi riguarda infatti proprio la gestione sanitaria di pellami, viscere e carcasse, che non può ricadere economicamente sui cacciatori impegnati nelle operazioni di contenimento. Da qui la necessità di una struttura dedicata e di un coordinamento stabile tra enti pubblici.
Quel progetto, però, non è mai realmente decollato. Per il ripristino del vecchio macello servirebbero infatti importanti interventi economici e, soprattutto, una chiara intesa istituzionale tra Regione ed enti locali. Una situazione di stallo che ha finito per lasciare irrisolto il problema mentre l’emergenza continua ad aggravarsi.
Intanto il territorio paga il prezzo più alto. Gli agricoltori denunciano danni continui alle colture e alle proprietà, mentre cresce anche la preoccupazione per la sicurezza dei visitatori in un’area ad altissima vocazione turistica come Pantalica, patrimonio naturalistico e culturale della provincia di Siracusa.
La sensazione diffusa è che il problema dei cinghiali abbia ormai superato il livello di semplice emergenza faunistica, diventando una questione che riguarda sicurezza, turismo, agricoltura e tutela del territorio.

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