I Carabinieri della Sezione di Polizia Giudiziaria presso la Procura di Siracusa hanno eseguito un’ordinanza di divieto di incontro emessa dal Gip nei confronti di una coppia già affidataria di una bambina oggi al centro di una complessa vicenda giudiziaria.
La storia riguarda una minore arrivata in Sicilia nel 2022, dopo essere stata soccorsa nel Mediterraneo senza familiari al seguito. In attesa di individuare i genitori, la bambina era stata affidata a una coppia inserita tra i richiedenti adozione. Successivamente, grazie alle ricerche avviate dalle autorità e alla collaborazione della Croce Rossa Italiana, è stata rintracciata la madre biologica, il cui legame con la minore è stato confermato dall’esame del Dna.
A quel punto il Tribunale per i Minorenni di Catania aveva disposto un percorso di graduale riavvicinamento tra madre e figlia, culminato con il provvedimento di ricongiungimento. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, tuttavia, tale percorso sarebbe stato ostacolato per mesi dai due coniugi, che avrebbero messo in atto comportamenti finalizzati a impedire l’esecuzione delle decisioni dell’autorità giudiziaria.
Nel corso delle indagini sono stati acquisiti gli esiti delle consulenze di psicologi, psicoterapeuti e neuropsichiatri infantili, dai quali sarebbe emersa una situazione di forte conflittualità e di pressione psicologica sulla bambina. Gli esperti hanno evidenziato il rischio che la minore venisse coinvolta in un conflitto di lealtà tra le figure adulte di riferimento, con possibili conseguenze sul suo equilibrio emotivo.
Gli accertamenti avrebbero inoltre documentato difficoltà nell’attuazione dei provvedimenti emessi dal Tribunale per i Minorenni, fino alla decisione di revocare il collocamento presso la famiglia affidataria e predisporre una diversa sistemazione temporanea finalizzata al successivo ricongiungimento con la madre naturale.
Alla luce degli elementi raccolti, la Procura contesta agli indagati, a vario titolo, i reati di maltrattamenti, sottrazione di minore e mancata esecuzione di provvedimenti dell’autorità giudiziaria. Contestualmente all’esecuzione della misura cautelare è stato infine dato corso al provvedimento del Tribunale per i Minorenni rimasto fino a oggi inattuato.
Le indagini proseguono e il quadro accusatorio dovrà essere verificato nelle sedi competenti, nel pieno rispetto del principio di presunzione d’innocenza degli indagati.




