cronaca

Sanità, Iraci nuovo commissario Asp: l’Ordine dei Medici apre alla collaborazione

L’Ordine dei Medici di Siracusa dà il benvenuto al nuovo commissario straordinario dell’Asp, Gioacchino Iraci, manifestando piena disponibilità alla collaborazione istituzionale.
A esprimere il saluto della categoria è il presidente Anselmo Madeddu, che sottolinea l’importanza di un lavoro condiviso per migliorare il sistema sanitario del territorio. “A nome dei colleghi che ho il privilegio di rappresentare – afferma – rivolgo al dottor Iraci i migliori auguri di buon lavoro, con l’auspicio di un mandato ricco di risultati concreti per l’ottimizzazione della sanità pubblica siracusana”.
L’Ordine assicura sin da subito “la più ampia collaborazione” nel comune obiettivo della tutela della salute dei cittadini, ribadendo la volontà di avviare un dialogo costruttivo. In quest’ottica, sarà presto organizzato un incontro nella sede di Corso Gelone, per favorire un primo confronto diretto con i medici del territorio.
Madeddu evidenzia come, negli anni, i professionisti sanitari abbiano lavorato per rafforzare il rapporto di fiducia con la popolazione, nonostante criticità strutturali ancora presenti, tra cui la mancanza di un presidio ospedaliero pienamente adeguato alle esigenze attuali.
Fiducia viene espressa anche sulle capacità del nuovo commissario. “Le competenze, l’esperienza e lo spessore umano del dottor Iraci rappresentano un valore aggiunto per il sistema sanitario locale”, aggiunge il presidente.
Un passaggio è dedicato anche al lavoro svolto dal commissario uscente, Chiara Serpieri, ringraziata per l’impegno profuso. “In pochi mesi – osserva Madeddu – ha garantito il pieno funzionamento della macchina amministrativa, predisponendo atti importanti per l’azienda”.
Infine, l’Ordine dei Medici ribadisce la necessità di un confronto costante tra istituzioni e operatori del settore. Il dialogo, conclude Madeddu, sarà determinante per avviare innovazioni e potenziamenti in grado di rispondere ai bisogni di cura del territorio, riducendo la mobilità sanitaria verso altre province.

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