A Sortino ieri ha preso avvio “Zampa, un amico in più”, progetto dedicato al benessere e alla valorizzazione delle differenze, fondato sugli interventi assistiti con gli animali e orientato a promuovere un’inclusione autentica e consapevole. L’iniziativa è promossa dall’Associazione 20 Novembre 1989 per la disabilità e tutela dei diritti, presieduta da Sebastiano Amenta, in collaborazione con la Scuola Columba di Sortino guidata dalla dirigente scolastica Rosaria Puglisi e con Amici di Maya APS, presieduta dalla dottoressa Veronica Di Pace. Il progetto ha preso avvio con un incontro referenziale, fase preliminare fondamentale del percorso, durante il quale non era prevista la presenza dell’animale: un momento dedicato alla presentazione degli obiettivi, alla conoscenza reciproca e soprattutto all’ascolto dei bisogni dei ragazzi coinvolti. La progettazione e l’organizzazione delle attività sono state curate dalla professoressa Maria Stella Valsavoia, referente di sede e Funzione Strumentale Area 2 – Sostegno della scuola secondaria di primo grado, che ha presentato il progetto insieme alla dottoressa Veronica Di Pace e a Mariaivana Bordonaro, referente e coordinatrice a Sortino dell’associazione promotrice. All’incontro erano presenti, oltre ai rappresentanti delle realtà coinvolte, la dirigente scolastica, i docenti di sostegno e gli Asacom che quotidianamente affiancano gli studenti nel loro percorso educativo, in uno spazio di dialogo e condivisione necessario per costruire un contesto sicuro, rispettoso e adeguato prima dell’avvio delle attività con gli animali. Presente anche il sindaco di Sortino, Vincenzo Parlato, insieme all’assessore Milena Tuccitto: il primo cittadino ha espresso apprezzamento per l’iniziativa e piena disponibilità a sostenere ulteriori progettualità orientate all’inclusione e al benessere delle persone con disabilità, confermando l’attenzione dell’amministrazione comunale verso interventi di valore educativo e sociale. “Zampa, un amico in più” parte dunque da un presupposto chiaro: l’inclusione non è improvvisazione, ma ascolto, responsabilità e costruzione di reti solide sul territorio; un primo passo silenzioso ma significativo, che mette al centro la persona e la sua dignità e che segna l’inizio di un percorso fondato su cura, consapevolezza e visione condivisa.




