Sortino dista meno di tre chilometri in linea d’aria dalla zona industriale e non può essere esclusa dalle misure di tutela ambientale e sanitaria. È il messaggio del sindaco Parlato, che interviene nel dibattito riacceso all’Assemblea regionale siciliana sull’inclusione di alcuni comuni nelle aree a rischio industriale.
A dimostrare quanto il problema riguardi anche Sortino è stato l’incendio scoppiato lo scorso anno all’Ecomac, quando il Comune ha invitato i cittadini a tenere porte e finestre chiuse per proteggersi dai fumi, adottando precauzioni analoghe a quelle dei centri più vicini agli impianti.
Per questo Parlato propone di destinare una parte delle risorse assegnate ai comuni dell’area Aerca anche a interventi nei territori limitrofi. La richiesta, avanzata già lo scorso anno, riguarda in particolare l’installazione di centraline per il monitoraggio della qualità dell’aria, collegate all’Arpa, e il potenziamento dei servizi di medicina di base.
Secondo il sindaco, rafforzare questi strumenti significherebbe tutelare la popolazione locale e garantire una migliore capacità di risposta anche in caso di emergenze industriali, quando i cittadini delle zone direttamente colpite potrebbero trovare assistenza nei comuni vicini.
Parlato invita quindi la Regione a superare il confronto sui confini delle aree a rischio e a considerare le esigenze dell’intera provincia. «Quando parliamo di territorio dobbiamo pensare a un territorio più vasto, quello che va al di là del proprio comune», sottolinea il primo cittadino, richiamando la necessità di mettere al centro la salute dei cittadini e la collaborazione tra i comuni del Siracusano.




