Il sindaco di Priolo Gargallo, Pippo Gianni, ha scritto ai sindaci dei Comuni dell’Area ad elevato rischio di crisi ambientale (AERCA) e ai primi cittadini di Carlentini e Sortino, convocandoli per un incontro istituzionale in programma giovedì 5 novembre, alle 17, nella sede comunale di Priolo Gargallo. Al centro del confronto le questioni ambientali, sanitarie ed economiche legate alla presenza della zona industriale e le possibili iniziative da portare avanti attraverso una strategia condivisa.
Nella lettera, Gianni sottolinea la necessità di superare le contrapposizioni istituzionali e rafforzare la collaborazione tra i Comuni del comprensorio, coinvolgendo pienamente anche Sortino e Carlentini. L’obiettivo è costruire una posizione comune sulle ricadute delle attività industriali, dalla tutela della salute pubblica al risanamento ambientale, fino alle conseguenze economiche e occupazionali che interessano le comunità del territorio.
Tra i temi indicati dal sindaco di Priolo figura anche l’utilizzo delle risorse derivanti dal prelievo fiscale connesso alle attività industriali. Secondo Gianni, una parte adeguata di queste risorse dovrebbe tradursi in investimenti ambientali e interventi di compensazione a beneficio dei territori che convivono quotidianamente con gli effetti della presenza industriale.
Il primo cittadino richiama inoltre il peso del polo industriale nel sistema energetico nazionale, evidenziando la necessità di affiancare al contributo produttivo del comprensorio interventi adeguati di prevenzione sanitaria, risanamento e compensazione ambientale. Da qui la proposta di avviare un confronto operativo per individuare obiettivi comuni e formulare richieste condivise nei confronti delle istituzioni regionali e nazionali.
L’incontro del 5 novembre sarà quindi l’occasione per discutere le iniziative da intraprendere e le modalità di coordinamento tra gli enti locali. Nella lettera, Gianni ribadisce che le questioni ambientali, sanitarie e occupazionali non possono essere affrontate attraverso iniziative isolate, ma richiedono una collaborazione istituzionale che coinvolga tutti i territori interessati.




