cronaca

Addio a Vincenzo “Zino” Giaccotto, il sortinese che servì lo Stato accanto alla grande Tina Anselmi


E’ morto a Roma Vincenzo, “Zino” Giaccotto. Con lui se ne va una figura che ha saputo rappresentare con dignità, competenza e discrezione il volto migliore della politica e delle istituzioni italiane. Nato a Sortino e trasferitosi a Roma, dove ha costruito gran parte del suo percorso umano e professionale, Giaccotto ha mantenuto per tutta la vita un legame profondo con la sua terra d’origine.
Esponente della Democrazia Cristiana siciliana, il suo nome è legato soprattutto alla lunga e prestigiosa collaborazione con Tina Anselmi, una delle personalità più autorevoli della storia repubblicana italiana. Giaccotto fu infatti storico segretario politico e particolare della ministra, affiancandola nei delicati incarichi ricoperti al Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale e successivamente al Ministero della Sanità.
Chi lo ha conosciuto ne ricorda l’eleganza nei modi, la riservatezza, il rigore professionale e il profondo rispetto per le istituzioni. Qualità che gli permisero di guadagnarsi la fiducia e la stima di numerosi esponenti della vita politica nazionale, distinguendosi sempre per serietà e senso del dovere. La sua era una presenza discreta ma autorevole, capace di lavorare lontano dai riflettori contribuendo concretamente all’attività politica e amministrativa del Paese.
Accanto all’impegno istituzionale, Giaccotto non smise mai di coltivare e valorizzare le proprie radici siciliane. A Roma fu Priore della Confraternita della Madonna Odigitria dei Siciliani, storica realtà religiosa e culturale che da secoli rappresenta un punto di riferimento per la comunità isolana nella Capitale. Attraverso questo incarico promosse iniziative volte a mantenere vivo il senso di appartenenza e il legame con la Sicilia.
Tra le iniziative che testimoniano il suo attaccamento alla propria terra vi è anche il contributo dato all’intitolazione dei Giardini Pantalica a Roma, avvenuta nel 2007. Un progetto nato per valorizzare e far conoscere nella Capitale uno dei luoghi più significativi del patrimonio storico, archeologico e naturalistico del Siracusano, confermando il suo costante impegno nella promozione della cultura siciliana.
La sua storia personale racconta quella di un uomo che ha saputo unire servizio pubblico, passione civile e amore per le proprie origini. Valori che hanno accompagnato ogni fase della sua vita e che oggi restano come una preziosa eredità morale per quanti lo hanno conosciuto.
Sortino perde uno dei suoi figli più illustri, un uomo che ha portato il nome della sua città ben oltre i confini della Sicilia, lasciando il ricordo di una persona perbene, stimata e rispettata. Il suo esempio di dedizione alle istituzioni, di correttezza nei rapporti umani e di attaccamento alle proprie radici continuerà a rappresentare una testimonianza significativa per le future generazioni.

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