«Palazzolo non può più essere difesa con misure ordinarie. Serve un intervento straordinario dello Stato». È un appello durissimo quello lanciato dal sindaco di Palazzolo Acreide, Salvatore Gallo, all’indomani del violento assalto alla gioielleria del centro cittadino, messa a segno da un commando composto da numerosi uomini.
Il primo cittadino parla di una comunità «delusa e affranta» e sostiene che la criminalità organizzata abbia ormai individuato il territorio come facilmente aggredibile.
«Un commando militare si è permesso di violentare un paese. Episodi che accadono con cadenza costante. Il protocollo di vicinanza firmato in Prefettura non è sufficiente perché la criminalità ha capito che questo territorio è aggredibile», afferma Gallo.
Il sindaco respinge anche le critiche rivolte alle forze dell’ordine presenti sul posto. «Cosa avrebbero potuto fare due carabinieri contro quindici persone? Farsi ammazzare?», domanda, sottolineando come il problema sia legato alla carenza di uomini e mezzi.
Secondo Gallo, il rischio è che le organizzazioni criminali, dopo aver colpito banche e gioiellerie, prendano di mira le attività produttive del territorio. «Un mio amico imprenditore mi ha chiamato per dirmi: “Io a Palazzolo non investo più, perché quando finiranno con le banche e le gioiellerie continueranno con le strutture private”. Dopo le gioiellerie toccherà alle aziende agricole. Questa gente va tutelata, non stuprata».
Il primo cittadino annuncia che porterà la questione all’attenzione del prefetto, chiedendo misure eccezionali. Tra le proposte, anche l’impiego dell’esercito, ricordando quanto avvenne negli anni Novanta a Palermo e Catania durante la stagione delle emergenze legate alla criminalità.
«Dirò al prefetto che questa situazione non può più essere affrontata con misure ordinarie. Oggi ci vuole un intervento straordinario. Ci vuole l’esercito, che visto che non siamo in guerra rimane chiuso nelle caserme. A metà degli anni ’90 Catania e Palermo furono presidiate; oggi l’emergenza si è spostata nei nostri luoghi. Oppure servono sette od otto pattuglie provenienti da Vizzini, Francofonte, Buccheri e Sortino».
Il messaggio conclusivo del sindaco è un richiamo alla difesa del territorio e della sua comunità: «Io, assieme a tutti i palazzolesi, siamo delusi ed affranti. C’è un paese in silenzio. Sono pronto a qualunque azione di difesa per il mio paese».
Se vuoi renderlo ancora più d’impatto, possiamo aprirlo con un attacco del tipo: “Palazzolo Acreide si sente sotto assedio. Dopo il devastante assalto alla gioielleria, il sindaco Salvatore Gallo lancia un grido d’allarme allo Stato…”, mantenendo comunque un’impostazione rigorosamente giornalistica.




