cronaca

Parco degli Iblei, Gallo lancia l’appello: «La legge va cambiata in Parlamento, non nelle aule dei tribunali»

PALAZZOLO ACREIDE – Un parco nazionale “moderno”, capace di tutelare realmente le aree incontaminate ma senza imporre vincoli indiscriminati ai centri abitati, alle aziende agricole e alle tradizioni secolari del territorio. È questa la posizione espressa dal sindaco di Palazzolo Acreide, Salvatore Gallo, in un video pubblicato sui propri canali social, nel quale interviene sul dibattito relativo all’istituzione del Parco degli Iblei.

Pur ribadendo di essere favorevole alla nascita del Parco, Gallo sostiene che la perimetrazione debba essere rivista, concentrando le tutele sulle aree realmente integre dal punto di vista naturalistico. «Bisogna preservare ciò che è rimasto incontaminato – afferma – senza gravare con nuovi vincoli territori già antropizzati, aziende che operano da decenni e comunità che vivono questi luoghi».

Il sindaco richiama anche il tema delle tradizioni popolari e religiose dei comuni iblei, citando le celebrazioni di Palazzolo Acreide, Ferla, Cassaro, Buscemi e Sortino. Il timore espresso è che, con un’applicazione rigida delle norme del Parco, possano nascere contenziosi o limitazioni per manifestazioni storiche considerate un patrimonio identitario e turistico del territorio.

Secondo Gallo, però, il confronto non dovrebbe concentrarsi esclusivamente sui ricorsi amministrativi. A suo giudizio, la vera partita si gioca a Roma. «La palla è alla maggioranza che sostiene il Governo nazionale», sostiene il primo cittadino, ricordando che il Parco degli Iblei nasce da una legge dello Stato e che soltanto il Parlamento può modificarne l’impianto.

Per questo motivo rivolge un appello ai parlamentari nazionali eletti nel territorio, invitandoli a promuovere una modifica della normativa vigente o, se necessario, una nuova legge che ridisegni il Parco in maniera condivisa con amministrazioni comunali, categorie produttive e cittadini.

Nel suo intervento Gallo ritiene poco utile affidarsi esclusivamente ai ricorsi davanti agli organi della giustizia amministrativa, sostenendo che la soluzione debba arrivare attraverso un’iniziativa legislativa capace di conciliare tutela ambientale e sviluppo del territorio.

L’obiettivo indicato dal sindaco è quello di arrivare, entro i tempi previsti dall’iter istitutivo, a una soluzione che rassicuri le migliaia di aziende agricole interessate dal futuro Parco e, allo stesso tempo, garantisca la salvaguardia della fauna, della flora e delle aree di maggiore pregio naturalistico.

«Le cose devono nascere nella democrazia e con la democrazia», conclude Gallo, auspicando un percorso costruito insieme al territorio e non percepito come una decisione calata dall’alto.

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