cronaca

Zappulla : Il piano industriale Eni, avallato dal governo Meloni, salva Brindisi ma condanna Priolo.

Comunicato stampa di Seby Zappulla. Segretario Provinciale di Sinistra Italiana-AVS “Sulla vicenda Eni Versalis avevamo capito da tempo che l’idea del governo è sempre stata quella di avallare la chiusura del sito siciliano e lasciare operativi gli asset chimici in Puglia e altre parti del paese. Il Ministro Urso, infatti, ha convocato un tavolo con Eni e i firmatari del protocollo del 2025 nel prossimo mese di giugno per informare che per Brindisi l’Eni ha annunciato la selezione di un advisor internazionale che avrà il compito di individuare un soggetto industriale interessato a rilevare le attività poste in conservazione (cracking), e che è confermato l’investimento in collaborazione con Seri Industrial per una gigafactory di batterie al litio destinate allo stoccaggio stazionario di energia, per il quale fin dal settembre 2025 è stata costituita la società in jv Eni Storage Systems. Per Priolo, invece, è confermato lo smantellamento del sito Versalis, lavoro che sta procedendo in linea con lo scheduling, e che è stata annunciata l’assegnazione del contratto principale per la costruzione della bioraffineria. Due situazioni apparentemente simili ma dall’esito completamente opposto. A Brindisi si difende l’asset esistente e si punta anche su nuovi investimenti. A Priolo si chiude l’esistente per fare spazio ad un nuovo investimento. Il Ministro Urso ha recentemente confermato l’impegno del Governo nel rilancio del settore chimico, per rafforzare competitività e sostenibilità delle produzioni strategiche europee. Allora chiediamo: ” perché a Brindisi si torna a puntare sulla chimica e a Priolo si smantella?L’allarme dei sindacati metalmeccanici coglie un dato di fondo, secondo noi centrale e preoccupante: quanti posti di lavoro si perderanno nel passaggio da Versalis alla Bioraffineria?  Perché la crisi la devono pagare i lavoratori siracusani? La crisi industriale italiana sta minando la tenuta economica, sociale e il occupazionale del nostro paese. La provincia di Siracusa ne è la dimostrazione: più di 500 metalmeccanici e metalmeccaniche hanno perso il posto di lavoro. Sta accadendo quello che temevamo: la crisi industriale da un lato e le scelte del governo dall’altro stanno producendo importanti e diffusi effetti negativi, che pagano e pagheranno solo ed esclusivamente le lavoratrici e i lavoratori.                          

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