cronaca

Mille mille fiori di Sicilia”: a Sortino il miele diventa racconto dei territori.


Si è svolto sabato 26 settembre, presso il Cine Teatro Italia di Sortino, il convegno “Mille mille fiori di Sicilia. I mieli come narrazione dei territori, cultura, prodotto e valorizzazione”, un momento di confronto dedicato alla valorizzazione dei mieli millefiori siciliani, alla loro identità territoriale e alle opportunità offerte dalla comunicazione e dal marketing per accrescerne il valore e la riconoscibilità. L’incontro ha posto al centro una diversa chiave di lettura del miele millefiori: non più un prodotto generico e indistinto, ma un miele capace di raccontare, attraverso le proprie caratteristiche, la biodiversità, la flora, il clima, la cultura e l’identità dei diversi territori siciliani. Dopo i saluti istituzionali del Sindaco di Sortino,  Vincenzo Parlato, il primo intervento è stato affidato ad Antonino Coco, presidente dell’Associazione Regionale Apicoltori Siciliani (ARAS), che ha portato come esempio la propria esperienza aziendale nella valorizzazione dei mieli millefiori. Una strategia fondata innanzitutto sulla territorialità del prodotto, attraverso la distinzione dei diversi millefiori in relazione ai luoghi di produzione e l’inserimento in etichetta di riferimenti e descrizioni capaci di raccontare il territorio dal quale ciascun miele proviene. Un approccio finalizzato a restituire identità e riconoscibilità a produzioni che possono presentare caratteristiche profondamente differenti anche all’interno della stessa regione. Sulla stessa linea l’intervento del prof. Giovanni Caronia, socio ARAS, che ha ribadito l’importanza di investire sulla valorizzazione dei mieli millefiori, definendoli “mieli unici e irripetibili”, proprio perché espressione di un determinato territorio, di una specifica stagione e delle fioriture presenti in quel preciso momento. A seguire, il dott. Giuseppe Guido Bonanno, responsabile della comunicazione dell’Associazione Regionale Apicoltori Siciliani, ha affrontato il tema dal punto di vista del marketing, illustrando diversi esempi e tecniche attraverso cui la comunicazione può diventare uno strumento concreto di valorizzazione. Territorio, biodiversità, caratteristiche organolettiche, storia dell’azienda e lavoro dell’apicoltore possono infatti concorrere alla costruzione di un racconto capace di aumentare la percezione del valore del miele e di creare un rapporto più consapevole tra produttore e consumatore. A chiudere gli interventi è stato Carmelo Maiorca, responsabile di Slow Food Siracusa, che ha sottolineato il valore dei mieli territoriali e il ruolo fondamentale del rispetto dell’ambiente quale presupposto per una produzione agricola realmente sostenibile.
Maiorca ha portato come esempio l’esperienza del miele di timo dei Monti Iblei, divenuto negli ultimi anni Presidio Slow Food, evidenziando come proprio attraverso il percorso del Presidio sia stata avviata un’attività di tutela, promozione e valorizzazione di una delle produzioni apistiche più rappresentative del territorio ibleo.
Conclusa la parte convegnistica, la giornata è proseguita con la cerimonia di premiazione della quinta edizione del concorso “Grandi Mieli Millefiori Siciliani – Premio Cavaliere Paolo Pagliaro”. Numerosa la partecipazione degli apicoltori provenienti da tutto il territorio regionale, con aziende e produzioni rappresentative delle diverse aree della Sicilia, dalle province di Trapani e Palermo fino a Messina, Catania, Siracusa e alle altre realtà dell’Isola. I mieli in concorso, suddivisi nelle categorie dei millefiori primaverili e millefiori estivi, sono stati premiati con le menzioni “Ottimo” ed “Eccellente”, riconoscendo il lavoro delle aziende e la qualità delle produzioni presentate. Il concorso si conferma così non soltanto come momento di premiazione, ma anche come strumento di conoscenza e valorizzazione della straordinaria varietà dei millefiori siciliani: mieli differenti per profilo sensoriale, flora di origine e territorio, capaci di rappresentare la grande biodiversità dell’Isola. La prima edizione di “Mieli del Mediterraneo” Tra le principali novità di quest’anno anche la prima edizione della sezione “Mieli del Mediterraneo”, dedicata ai produttori di miele di timo del bacino del Mediterraneo. Se il concorso “Grandi Mieli Millefiori Siciliani – Premio Cavaliere Paolo Pagliaro” ha raggiunto la sua quinta edizione, la nuova sezione mediterranea rappresenta l’inizio di un percorso più ampio, finalizzato a mettere in relazione territori, produttori e mieli accomunati da una delle essenze simbolo dell’ambiente mediterraneo. Tre le aziende premiate in questa prima edizione: una ha ottenuto la menzione “Eccellente” e due la menzione “Ottimo”. Particolarmente significativo il riconoscimento assegnato a un’azienda apistica palestinese, con la quale è stato realizzato un collegamento in diretta durante la cerimonia. Il collegamento ha consentito di ascoltare direttamente la testimonianza dell’apicoltore e ha dato al premio una dimensione capace di superare i confini regionali e nazionali. Nel corso della premiazione è stata inoltre portata la testimonianza di un’apicoltrice libanese, contribuendo ad arricchire ulteriormente il confronto tra esperienze, territori e culture apistiche differenti ma accomunate dal bacino del Mediterraneo.
A chiudere la cerimonia è stato il Sindaco di Sortino, Vincenzo Parlato, che ha ribadito l’importanza di continuare a investire sulla valorizzazione dei mieli territoriali e sulla qualità delle produzioni locali. Il settore si trova infatti ad affrontare difficoltà sempre più rilevanti, dall’aumento dei costi di produzione alle criticità climatiche, fino alla complessa situazione del mercato del miele nazionale, che mette sotto pressione la sostenibilità economica delle aziende apistiche. Dal convegno e dalle successive premiazioni è emersa quindi una linea comune: trasformare la straordinaria diversità dei mieli siciliani in un elemento di forza, legando sempre più chiaramente il prodotto al territorio, alla biodiversità, alla sostenibilità, alla cultura e al lavoro degli apicoltori. Non più, dunque, semplicemente “il millefiori”, ma i mille millefiori di Sicilia: mieli diversi, unici e irripetibili, capaci ciascuno di raccontare un luogo, una stagione e uno dei tanti volti dell’Isola.

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